Acido citrico: cos’è e gli usi più interessanti

La sua formula bruta è C6H8O7 ma voi l’avrete sicuramente sentito nominare come acido citrico. Se il nome vi ricorda gli agrumi fate bene: si trova in tracce nella frutta, soprattutto nel limone e nel lime, che ne possono contenere il 3-4%, e nell’arancia, che ne contiene circa l’1%.

 

Gli usi dell’acido citrico sono innumerevoli e questo è uno dei motivi per cui viene prodotto in ambito industriale. La maggior parte di questo viene usato come igienizzante e disincrostante, o ancora nell’industria farmaceutica, ma esiste anche un uso alimentare dell’acido citrico. Andiamo a scoprirli insieme.

Cos’è l’acido citrico

Cerchiamo di semplificare le cose il più possibile: l’acido citrico è un prodotto di reazioni metaboliche che coinvolgono un sacco di formule chimiche dai nomi strani. È stato isolato per la prima volta nel 1784 da Carl Wilhelm Scheele, usando il metodo della cristallizzazione a partire dal succo di limone. La produzione su scala industriale è iniziata nel 1890 e oggi viene prevalentemente prodotto attraverso fermentazioni con funghi e lieviti.

 

Nel 2007 la sua produzione annuale mondiale era di circa 1.600.000 tonnellate – più della metà delle quali in Cina. Non male come cifre eh?

 

 

Acido citrico: usi

Forse avete sentito parlare degli uso dell’acido citrico in lavatrice. Lo si può trovare in ammorbidenti ecosostenibili perché ha la proprietà di ridurre la durezza dell’acqua e funziona bene come anticalcare. Ma sono importanti anche i suoi usi alimentari: è un aroma e un conservante in numerosi prodotti industriali, soprattutto caramelle e bibite, ma anche insospettabili passate di pomodoro. Chi è patito delle pulizie conosce bene anche se le sue capacità disincrostanti e corrosive.

 

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