L’irresistibile dolcezza della Carota Novella di Ispica Igp. Intervista al presidente del Consorzio Carmelo Calabrese

Articolo in collaborazione con la Carota Novella di Ispica Igp

È buonissima da mordere cruda, ma si rivela ottima anche in cottura. La Carota Novella di Ispica Igp è semplicemente unica, diversa da tutte le altre già dall’iter di produzione, che avviene contro stagione. «Il tradizionale ciclo colturale della carota comune prevede la semina nel periodo primaverile e la raccolta in estate e autunno, mentre la carota di Ispica viene seminata in autunno e raccolta tra l’inverno e la primavera, da cui l’aggettivo “novella”», spiega Carmelo Calabrese, presidente del Consorzio di tutela Carota Novella di Ispica Igp. Questo le permette di giungere sul mercato, sia nazionale che estero, con un certo anticipo rispetto alle altre varietà: la maturazione commerciale inizia già verso la fine di febbraio e i produttori possono marchiare il prodotto dal 20 febbraio fino al 15 giugno.

Qual è il segreto di questa “precocità”? «In primo luogo le condizioni climatiche dell’estrema punta sud-orientale della Sicilia, dove si trova l’areale di coltivazione. Ispica è il paese di elezione, ma il disciplinare include le province di Ragusa, Siracusa, Catania e Caltanissetta, un territorio ricco di storia e natura, di terra e di mare. Qui gli inverni sono miti, raramente raggiungono gli zero gradi, e la luminosità è notevole tutto l’anno, specialmente durante la stagione calda». Anche la pedologia fa la differenza. «I suoli su cui le carote vengono coltivate sono generalmente sabbiosi; nel nostro caso invece si tratta di terreni di medio impasto, tendenzialmente argillosi, che sono più difficili da gestire, ma garantiscono al prodotto una colorazione più intensa, una conformazione più regolare e un’ottimizzazione dei contenuti in zuccheri, vitamine e sali minerali».

 

La spiccata dolcezza è sicuramente il tratto distintivo della Carota Novella di Ispica, così come l’alta dotazione di betacarotene (precursore della vitamina A). Inoltre è ricca di sali minerali (ferro, calcio, magnesio, rame, zinco) e altre vitamine del gruppo B, PP, D ed E. «Arriva al consumatore dopo avere completato il ciclo di maturazione in campo aperto: fresca e croccante, con un profumo intenso e un aroma piacevolmente erbaceo. Tra i suoi pregi, ricordo l’azione di protezione della vista e della pelle, ma anche la forte azione antiossidante che contrasta i radicali liberi, aumenta le difese immunitarie dell’organismo e aiuta nelle diete dimagranti».

 

Le origini documentate della Carota Novella di Ispica risalgono al 1955 e dagli anni Cinquanta la sua coltivazione è progressivamente cresciuta. Il 2010 segna l’anno del riconoscimento dell’Indicazione di origine protetta e della nascita del Consorzio di tutela. «Siamo un Consorzio relativamente giovane, ma molto attivo. La nostra mission è in primo luogo quella di tutelare il marchio e fare informazione sul nostro prodotto e sulla sua unicità, comunicandolo a buyer, operatori del settore, ma anche consumatori finali. Partecipiamo alle maggiori fiere e programmiamo eventi e manifestazioni in Sicilia e sul territorio nazionale».

In particolare, l’anno scorso il Consorzio ha organizzato “Appuntamento col gusto”, un’iniziativa di grande successo di pubblico che ha coinvolto circa 200 ristoratori dell’isola, compresi quelli aderenti al circuito Le Soste di Ulisse, a Confcommercio Sicilia e a Federalberghi Sicilia. Da un lato le insegne storiche e rinomate, dall’altro una platea di nuovi chef emergenti, tutti invitati a confrontarsi con la Carota Novella di Ispica e a realizzare piatti gourmet dall’antipasto al dolce, sottolineando la grande versatilità in cucina di questa varietà. «Appuntamento col gusto” ha messo in evidenza una grande tendenza nella ristorazione siciliana: la sempre maggior attenzione verso le materie prime di qualità, provenienti da territori che vantano una tipicità e una tradizione significativa. In questo trend, la Carota Novella di Ispica Igp è protagonista di primo piano grazie al suo concentrato di natura e salute», conclude il presidente Carmelo Calabrese.

Jessica Bordoni
Jessica Bordoni

Milanese, laureata in Lettere e Comunicazione all’Università degli Studi di Milano, giornalista professionista dal 2015. È sommelier e fa parte del Vivier du Champagne promosso dal Bureau Champagne Italia. Dal 2008 scrive per Civiltà del bere, storica rivista del vino italiano. Nel 2016 ha iniziato a collaborare anche con il quotidiano Il Giornale, occupandosi delle pagine milanesi di enogastronomia.

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