Pesca e nettarina di Romagna Igp, con il territorio c’è più gusto

Pesca e nettarina di Romagna Igp, con il territorio c’è più gusto
Articolo in collaborazione con Pesca e Nettarina di Romagna IGP

Se le origini europee della pesca restano ancora misteriose – secondo alcuni l’avrebbe portata Alessandro Magno nel III a.C, mentre per altri la sua diffusione sarebbe collegata a una spedizione cinese datata 139 a.C. – in tempi recenti tutto diventa più chiaro. In Italia, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, è l’Emilia Romagna ad affermarsi come culla della peschicoltura moderna.

 

pesca e nettarina di Romagna IGP

 

Il progressivo sviluppo della produzione regionale porta, nel 1998, al riconoscimento della certificazione Pesca e Nettarina di Romagna Igp. La produzione che si fregia dell’Indicazione geografica tipica è riservata solo alle aziende iscritte all’albo, situate in alcuni comuni della provincia di Ferrara, Bologna, Forlì e Ravenna, e contraddistinta dall’apposito bollino sopra al frutto oppure dalla presenza del logo sulla confezione.

 

Ma qual è il valore aggiunto delle pesche e nettarine di Romagna? Lo abbiamo chiesto a Paolo Pari, presidente del Consorzio di Tutela Pesca e Nettarina di Romagna Igp.

«Per prima cosa, sono prodotte secondo un disciplinare che ne controlla la qualità attraverso scelte tecniche specifiche, garanzia di uno standard qualitativo certificato a cominciare dal grado zuccherino. In Romagna, dove la frutticoltura italiana è nata, c’è una cultura del prodotto unica. Il territoriodi coltivazione delle pesche e delle nettarine è vocato alla produzione d’eccellenza e gli agricoltori hanno competenze impareggiabili. Il percorso di filiera che va dal vivaio al punto vendita è efficiente e all’avanguardia».

 

 

E pensando alla Igp Romagna, che cosa garantisce?

«In Italia le certificazioni Dop e Igp che riguardano l’ortofrutta sono 110, ma certamente i prodotti ortofrutticoli non generano lo stesso giro d’affari di altre categorie del food come salumi e formaggi. Tuttavia il ruolo della certificazione è molto importante perché crea identità. Nel nostro caso illegame identitario è molto forte e profondamente presente nel vissuto dei consumatori italiani».

 

Ma non è solo una questione di immagine. Anche il marketing vuole la sua parte.

«Il prodotto a marchio Igp ha un posizionamento diverso rispetto a quellounbranded anche a livello di prezzo. È quindi, a mio parere, un’opportunità per i coltivatori romagnoli che hanno visto dimezzare il potenziale produttivo negli ultimi cinque anni e devono necessariamente puntare a una diversificazione della proposta legata ai valori del territorio».

Le pesche e nettarine di Romagna possono essere a polpa bianca o gialla e maturano da giugno a settembre. Tra i segreti della loro dolcissima e succosa bontà c’è il tempo della raccolta, che avviene al giusto grado di maturazione.

«La coltivazione segue il sistema di produzione integrata e prevede il controllo accurato di tutte le fasi della filiera. Mangiando una pesca di medie dimensioni, si assume circa il 10% del fabbisogno quotidiano di vitamina C. Le qualità nutrizionali includono anche una buona dotazione di betacarotenesali minerali, in particolare di potassio».

Il disciplinare della Pesca e Nettarina di Romagna Igp prevede numerose varietà.Ma quali rappresentano al meglio, da un lato i desiderata dei consumatori e dall’altro il territorio romagnolo?

«Le varietà sono catalogate per calendario di produzione, colore dell’epidermide e sapore. È difficile fare dei nomi e tralasciarne altri… In generale posso dire che la nettarina è la tipologia più caratterizzante dell’offerta made in Romagna e, restando sul fronte delle nettarine, le più apprezzate sono quelle prodotte nel cuore dell’estate, ovvero da fine luglio a metà agosto. Per il prossimo anno, è in programma una modifica del disciplinare volta all’inserimento di altre varietà molto amate dal consumatore… ma è ancora presto per dare maggiori dettagli».

In questo periodo il Consorzio sta portando avanti un progetto di promozione nell’ambito del piano di Sviluppo rurale della Regione Emilia Romagna che punta sullo storytelling e sulla conoscenza del prodotto.

«Abbiamo pubblicato un ricettario, realizzato in collaborazione con la giornalista-blogger Renata Cantamessa alias Fata Zucchina, che distribuiamo in occasione di eventi organizzati nei reparti ortofrutta della GDO. Pagina dopo pagina, le pesche e le nettarine sono protagoniste di piatti semplici ma gustosi e con aspetti funzionali specifici: dall’antiage, all’antifatica, all’antistress, all’antigonfiore e così via. Tutti requisiti che le pesche e le nettarine hanno, grazie alla presenza di vitamine, sali minerali e zuccheri semplici. Insomma, una cucina del benessere, adatta e apprezzata anche dai bambini».

 

 

 

LE DUE MACRO VARIETÀ IGP

La Pesca di Romagna Igp si distingue per la caratteristica buccia vellutata e sottile. La polpa, succosa e profumata, può essere gialla o bianca, con venature rosse più evidenti in prossimità del nocciolo. Quest’ultimo può essere aderente alla polpa (è il caso delle pesche duracine) o non aderente (pesche spiccagnole).

La Nettarina di Romagna Igp Detta anche pesca noce, ha la pelle liscia senza la peluria caratteristica delle pesche. La polpa è soda e profumata, con nocciolo libero o meno, e può essere gialla o bianca.

CONSIGLI DA INTENDITORI

Come si capisce quando una pesca è matura? Quando il colore di fondo appare giallo e, a una lieve pressione del palmo della mano, la consistenza risulta morbida. Il profumo, invece, si rivela piacevolmente intenso.

Va detto che la nettarina può essere consumata anche in una fase meno avanzata di maturazione, quando la consistenza è ancora compatta e il frutto croccante al morso.

Sia le pesche che le nettarine possono essere acquistate anche qualche giorno prima della piena maturazione. L’importante è conservarle nel modo giusto. I frutti vanno chiusi in un sacchetto di carta a temperatura ambiente per 2 o 3 giorni. Mettendo il sacchetto in frigorifero, il processo di maturazione verrebbe bloccato. Solo quando il frutto è pronto al consumo può essere riposto in frigorifero per qualche giorno ancora.

Jessica Bordoni
Jessica Bordoni

Milanese, laureata in Lettere e Comunicazione all’Università degli Studi di Milano, giornalista professionista dal 2015. È sommelier e fa parte del Vivier du Champagne promosso dal Bureau Champagne Italia. Dal 2008 scrive per Civiltà del bere, storica rivista del vino italiano. Nel 2016 ha iniziato a collaborare anche con il quotidiano Il Giornale, occupandosi delle pagine milanesi di enogastronomia.

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