Metis®, la parola ai produttori italiani Minguzzi e Zani

Metis®, la parola ai produttori italiani Minguzzi e Zani

In Italia l’universo Metis® ha il volto di due produttori, Minguzzi e Zani, che vantano entrambi un’esperienza di circa mezzo secolo nel campo dell’ortofrutta premium made in Italy. Abbiamo cercato di capire come nasce la loro collaborazione con la grande famiglia internazionale di Metis® e quali sono gli obiettivi per il futuro.

«Circa 10 anni fa ci siamo interrogati su come far crescere il business e combattere le difficoltà di pesche e nettarine», spiega Pietro Minguzzi, responsabile commerciale estero di Minguzzi con sede ad Alfonsine, in provincia di Ravenna. «Abbiamo individuato una nicchia, rappresentata dalle susine, la cui produzione non era costante né per qualità né per quantità. Quando siamo venuti a conoscenza di Metis®, abbiamo cominciato a investire nel progetto e a impegnarci nella ricerca».

 

Il vostro bilancio a 10 anni dall’avvio?

 

«Certamente positivo: siamo soddisfatti dei risultati ottenuti, ma al tempo stesso anche consapevoli di dover continuare a investire nella ricerca, per migliorare ulteriormente la qualità del frutto e porci quali player superiori a tutti gli altri. Il progetto Metis® è più grande di tutti noi, nel senso che ogni azienda è parte di un insieme internazionale: questo ci dà forza e ci permette di confrontarci con i colleghi, per scambiare informazioni sulla produzione e condividere le strategie di marketing». La sfida per il futuro? «Senza dubbio la “cattura” di un consumatore giovane, all’insegna della freschezza della proposta».

 

 

Stesso ordine di pensiero per Sandro Zani, direttore generale di Granfrutta Zani di Faenza, sempre nel Ravennate. «Prima dell’avvento di Metis® il mondo susina era assai complesso. E anche noi, come Minguzzi, eravamo alla ricerca di una susina buona da mangiare, che piacesse al consumatore e che fosse anche di soddisfazione per i produttori. Metis® ha rappresentato il connubio tra qualità ed eccellenza, oltre ad essere di grande appealing per il cliente finale».

 

Quali sono state le maggiori difficoltà?

 

«Certamente abbiamo dovuto lavorare all’insegna dell’estrema cura. Per creare un prodotto il prodotto il cui prezzo può essere superiore del 25-30% rispetto a una susina normale, abbiamo presidiato ogni passaggio della vita del frutteto: una buona potatura, un adeguato diradamento, in modo da avere meno frutti, ma tutti più dolci».

 

Come evitate il temutissimo fenomeno del cracking, le cosiddette spaccature dei frutti?

 

«Stiamo studiando, nei campi sperimentali, nuove selezioni, in modo da avere frutti sempre più resistenti. E sempre dal giusto equilibrio tra acidità e dolcezza.

 

 

Il nostro desiderio è quello di portare sulla tavola delle famiglie italiane ed europee la susina Metis® per il più lungo lasso di tempo possibile. Allo scopo abbiamo da poco introdotto delle varietà precoci nel Sud Italia, così da anticipare la vendita di 2-3 settimane. Non solo: Attraverso un partner sudafricano, intendiamo arrivare alla copertura dei 12 mesi».

Jessica Bordoni
Jessica Bordoni

Milanese, laureata in Lettere e Comunicazione all’Università degli Studi di Milano, giornalista professionista dal 2015. È sommelier e fa parte del Vivier du Champagne promosso dal Bureau Champagne Italia. Dal 2008 scrive per Civiltà del bere, storica rivista del vino italiano. Nel 2016 ha iniziato a collaborare anche con il quotidiano Il Giornale, occupandosi delle pagine milanesi di enogastronomia.

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