Croissant a forma di frutta: il trend virale di Torino

Il frutto del momento non cresce sugli alberi e non è nemmeno la frutta realistica, un trend ormai consolidato… È un croissant. Anzi, cinque: limone, mora, lampone, arachide e bacca di vaniglia, con la buccia lucida e la texture al punto giusto da farti dubitare finché il coltello non affonda e scopri la sfoglia. Sono gli sfogliati realistici, e sitrovano a Torino, da Tarì Bakery.

Sempre a Torino era nato il trend del Crubik — crasi tra croissant e cubo di Rubik — nel 2019, alla Farmacia del Cambio di Piazza Carignano, idea dello chef stellato Matteo Baronetto. Un format non torinese in origine, perché l’aveva inventato lo svedese Bedros Kabranian nel 2018, ma che a Torino è arrivato per primo in Italia, un anno dopo, con la Farmacia del Cambio. Impasto da croissant cotto dentro stampi quadrati, di solito usati per il salato. Diventò virale in Italia nell’aprile 2023 grazie a un video da 3,5 milioni di views, e da lì il locale arrivò a sfornarne fino a 150 al giorno.

Foto: Sara Carrara

Chi è Tarì Bakery e cosa sono gli sfogliati realistici

Tarì è un piccolo laboratorio in via Mazzini 29/a, quartiere Borgo Nuovo, aperto a fine 2024 da Maria Tamburrano e Giacinto Rignanese. Prima hanno fatto il botto con la Mole Croissant (a forma di Mole Antonelliana, ripiena di mousse al Bicerin) e il Dama Croissant. Poi, dal 4 luglio 2026, sono passati alla frutta: l’Arachide che punta tutto sul contrasto tra guscio ruvido color sabbia fuori, e il dentro pralinato salato e caramello al cioccolato al latte, roba da bilanciare con un espresso corto. Il Limone è la versione più easy, sfoglia gialla lucida e crema pasticcera che sa di scorza fresca, perfetto per chi cerca qualcosa di meno impegnativo. La Mora alza il livello: impasto extra dark con farina Blackery, dentro chantilly e una composta mora-gelso-cassis con una nota di sambuco che la rende la più “adulta” del lotto. Il Lampone è quello fatto apposta per i social: rosso acceso, superficie a piccole sfere che imita la drupa vera, ripieno di chantilly e purea di lamponi freschi. E poi c’è la Bacca di Vaniglia, forma allungata e scura, vaniglia del Madagascar più caramello salato, la scelta giusta per chi vuole qualcosa di profumato ma non stucchevole.

Foto: Sara Carrara

Tecnicamente il trucco si chiama laminazione inversa: il burro avvolge la pasta (e non il contrario), come risultato si ha una sfoglia più definita e croccante, che regge forme complesse senza sformarsi. Alcuni “frutti” nascono da stampi su misura, altri sono modellati a mano uno per uno.

Purtroppo, gli sfogliati realistici vengono prodotti e venduti solo nel weekend, i pezzi sono limitati e si esauriscono in fretta. Ma possiamo immaginare che non siano affatto facili da preparare inoltre si sa, la scarsità genera appeal.

Da dove arriva invece la frutta realistica

Ad ispirare gli sfogliati realistici c’è senza dubbio stato il trend della frutta realistica, onnipresente nei content online e finita anche negli scaffali di Lidl. Un tipo di prodotto che nasce nell’alta pasticceria francese con un nome solo, Cédric Grolet, oggi chef pasticciere de Le Meurice a Parigi. Nel 2013 crea La Cerise, la prima monoporzione-frutto che di fatto apre il genere; dal 2016 pubblica su Instagram i suoi video di lavorazione (limoni, nocciole, mele che sembrano vere finché non le tagli) e la cosa esplode, proprio letteralmente. Nel 2018 viene eletto Miglior Pasticcere del Mondo, e il trompe-l’œil diventa un genere a sé nella pasticceria mondiale.

Un precedente più antico e tutto italiano esiste comunque: la frutta martorana siciliana, pasta di mandorle modellata a forma di frutto, nata secoli fa a Palermo; ma è Grolet ad averla resa un fenomeno da milioni di visualizzazioni.

Quello che fa Tarì è una variazione sul tema: prende il linguaggio del trompe-l’œil da dessert-da-ristorante e lo sposta sulla colazione, in formato croissant.

Perché è sempre Torino

Tra Mole Croissant, Dama Croissant, Crubik, Sfera e ora Sfogliati Realistici, il pattern è chiaro: a Torino la tradizione dolciaria è solidissima (gianduiotto, Bicerin, solo per citarne alcuni) negli ultimi anni si è incrociata con la cultura del lievitato “d’autore”, che genera coda al bancone e reel nello stesso momento. Secondo le indiscrezioni raccolte da Grazia, i prossimi Sfogliati potrebbero diventare stagionali (fichi, cachi, mandarini) o virare sul salato, con pomodoro e avocado di pura sfoglia.