Confettura di fiori, chi l’ha detto che non si può

confettura di fiori

Dici marmellata e pensi subito a quella alla fragola, all’albicocca o all’arancia. Se ci rifletti ancora qualche secondo ti vengono in mente anche gusti meno scontati, come i fichi, i kiwi e i marroni. Ma siamo sempre lì: nell’immaginario comune la marmellata (o meglio la confettura, perché tecnicamente è marmellata solo quella agli agrumi) è inevitabilmente associata alla frutta.

Confettura di fiori di tarassaco

Anche i fiori, però, possono diventare protagonisti di confetture profumate e deliziose. È il caso del tarassaco, una pianta officinale dalle molte virtù, usata fin dall’antichità per favorire la digestione e la diuresi. Con i suoi fiori gialli, detti anche denti di leone, si può preparare una confettura dal gusto intenso e leggermente amarognolo. La ricetta prevede di norma l’aggiunta del succo di limone, che dona acidità e freschezza. Un’ottima alternativa alla marmellata di arance, per chi ama le note bitter.

Profumatissima violetta

 

La violetta, con la sua bellezza delicata e il suo profumo inebriante, è sicuramente uno dei fiori più affascinanti. In natura esistono numerose varietà e la più ricercata in cucina è la viola mammola, botanicalmente conosciuta come viola odorata. Il gusto è dolce, con una punta di aspro. Viene impiegata soprattutto in pasticceria per preparare sciroppi, dolci, caramelle e, ovviamente, marmellate. Attenzione però: se decidete di fare la confettura di violetta in casa, non utilizzate fiori coltivati a scopo ornamentale (le piantine potrebbero essere state trattate con prodotti chimici) ma preferite quelli che crescono spontaneamente.

Acacia, non solo miele

Un’altra pianta molto versatile è l’acacia. I suoi fiori bianchi candidi sono ricchi di vitamine e sali minerali dalle proprietà energizzanti, antinfiammatorie e digestive. Le api ne sono ghiotte e producono un miele considerato tra i più pregiati. Ma con i petali dell’acacia si ottiene anche una confettura dal gusto dolce e molto particolare, che ricorda il miele stesso. È ottima da spalmare sul pane, con un velo di burro, oppure da abbinare a un piatto di formaggi più o meno stagionati.

 

 

Jessica Bordoni
Jessica Bordoni

Milanese, laureata in Lettere e Comunicazione all’Università degli Studi di Milano, giornalista professionista dal 2015. È sommelier e fa parte del Vivier du Champagne promosso dal Bureau Champagne Italia. Dal 2008 scrive per Civiltà del bere, storica rivista del vino italiano. Nel 2016 ha iniziato a collaborare anche con il quotidiano Il Giornale, occupandosi delle pagine milanesi di enogastronomia.

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