Te lo do io il vegano! Le scelte della Stella Vegan

Il suo nome d’arte, La Stella Vegan, non potrebbe essere più azzeccato. Come un astro, il suo esempio ha infatti contribuito a fare luce sul vegetarianesimo e sul veganismo nel nostro Paese. Se oggi il 7,3% degli italiani dichiara di aver abolito carne e pesce dalla propria alimentazione (rapporto Eurispes 2019), quando Antonella ha cominciato il suo percorso, nei primi anni Novanta, i vegetariani si contavano sulle dita di una mano o quasi.

 

 

«Nel 1992, l’anno in cui ho smesso di mangiare cibi di derivazione animale, era utopico anche soltanto “pensare” di essere vegetariani», ci racconta. «Di questi tempi, all’opposto, è diventata anche una specie di “moda” e, come dico spesso, si stava meglio quando si stava peggio. Vedo molti “estremisti” intorno a me, mentre io ho sempre cercato di mantenere la mente aperta. Il fatto che non mangi carne, non mi impedisce di sedermi a tavola con chi lo fa. Personalmente vivo e lascio vivere. Però, se vi è l’occasione, informo. E questo permette un dialogo e non un distacco».

 

Il suo sito e la pagina facebook La Stella Vegan sono nati nel 2011.

«All’epoca, di fatto, eravamo in due fra le più seguite a fare informazione sul mondo vegan in Italia: io e la pagina L’Olocausto Animale, che però da subito si è concentrata contro le pratiche della macellazione e della violenza perpetrata verso gli animali. Io invece ho proposto un taglio più informativo: il perché di questa scelta a 360° e le mie prime ricette completamente vegetali. Lo scopo era  far conoscere ai primi followers, tutto quello che a me era mancato ai tempi oggi sono più di 60 mila, probabilmente, ho fatto un buon lavoro!».

 

Ma facciamo un passo indietro per spiegare come tutto è cominciato. «La mia svolta alimentare è andata di pari passo con quella professionale. Ero una store manager di grandi negozi a Milano, la mia carriera era decisamente avviata. Ma più passava il tempo, più non mi sentivo totalmente appagata. Un giorno ero a pranzo con Lorenzo Cherubini, alias Jovanotti, e altri amici. Lorenzo guarda la mia piadina speck, brie e salsa rosa e mi dice: “Lo sai che stai mangiando qualcuno? Dai un’occhiata a qualche video che parla dei macelli!”».

 

Galeotta fu quella piadina. Antonella comincia a documentarsi, inizialmente recuperando libri e videocassette in biblioteca perché internet non c’era ancora.  «La mia scelta è stata in primo luogo etica, legata alla volontà di non ledere il diritto alla vita di nessun essere vivente, ma con il passare del tempo mi sono resa conto che ne aveva tratto giovamento anche la mia salute. Da qui la decisione di cambiare totalmente vita e di condividere con le persone la mia esperienza».

 

Antonella, decide così di frequentare alcuni corsi di cucina.

«Nel 2011, visto che in Italia era ancora un sogno il solo pensare “cruelty free”, faccio la valigia e parto per la California, patria vegan per eccellenza. Nei tre mesi di permanenza imparo moltissimo e, una volta tornata, inizio ad applicare tecniche e conoscenze alle ricette della “tradizione italiana”. Ovviamente i primi esperimenti li ho fatti rivisitando in chiave vegetale i piatti che avevo imparato a preparare da mia mamma! Provengo da una famiglia calabrese e a tre anni ero già a spadellare davanti ai fornelli con la nonna. La cultura gastronomica fa parte del mio Dna. Nello stesso anno, iniziavano a prendere piede i social, e guardando sempre al futuro, decido di apprendere questo nuovo tipo di comunicazione, anche qui, frequentando dei corsi specializzati che mi hanno dato poi la possibilità di formarmi come blogger e social media manager».

 

Ibiza, Formentera, Palma de Maiorca, Malta, Los Angeles.

Durante le stagioni estive Antonella lavora nei piccoli e grandi ristoranti portando all’estero la cucina italiana rivisitata in chiave vegan. C’è grande interesse e così arrivano gli eventi, i corsi di cucina e le collaborazioni con importanti aziende del settore nella ricerca e nello sviluppo di nuovi piatti, che ancora oggi impegnano La Stella Vegan in giro per il mondo. All’attivo ci sono già anche due libri di successo – Te lo do io il Vegano! e Te lo do io il Vegano! Bimbi, editi da Eifis – ed è in cantiere un terzo volume. Si tratta di libri di ricette, ovviamente 100% vegetali e gluten free seguendo anche le esigenze, sempre più in crescita, delle persone con intolleranze.

 

 

Come sceglie Antonella la frutta e la verdura?

«Vado in giro per mercati e cerco di acquistare prodotti a km zero dai contadini. Le zucchine più piccole, le mele più bruttine…… sono in realtà le migliori perché non vengono trattate con sostanze chimiche. Seguo molto la stagionalità e, quando posso, cerco sempre di favorire la produzione italiana. Penso per esempio agli avocado e alle banane, quelle mini, che ormai sono coltivate anche nella nostra Sicilia. E sono buonissime! Non possiamo cambiare il mondo in un “tac”, ma ognuno di noi può fare piccoli passi, che insieme possono portarci lontano».

 

Jessica Bordoni
Jessica Bordoni

Milanese, laureata in Lettere e Comunicazione all’Università degli Studi di Milano, giornalista professionista dal 2015. È sommelier e fa parte del Vivier du Champagne promosso dal Bureau Champagne Italia. Dal 2008 scrive per Civiltà del bere, storica rivista del vino italiano. Nel 2016 ha iniziato a collaborare anche con il quotidiano Il Giornale, occupandosi delle pagine milanesi di enogastronomia.

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