Nespole, 5 motivi per riscoprire questo frutto dimenticato

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“Tutto sale sale / tutto sale / son salite anche le nespole / nespole…”. Chi ha più di 30 anni di sicuro conosce questa strofa e adesso non potrà fare a meno di canticchiare le successive. Per i più giovani: il brano s’intitola “Strapazzami di coccole”. Correva l’anno 1996. A cantarlo, una frizzantissima Raffaella Carrà featuring nientepopodimeno che Topo Gigio. Ancora oggi è considerato un cult della canzone italiana per l’infanzia.

Le nespole, dicevamo. Fino a qualche decennio erano un frutto relativamente conosciuto, mentre oggi trovarle in commercio non è così facile, anzi. Molti di noi non sanno nemmeno che sapore abbiano: l’espressione “frutto dimenticato” non potrebbe essere più azzeccata. Ed è un vero peccato, perché di motivi per tornare a mangiare le nespole ce ne sono moltissimi – oltre, ovviamente, al fatto che sono deliziose.

Prima di cominciare però, una precisazione: esistono due varietà di pianta (e quindi di frutto) piuttosto diverse fra loro: il nespolo europeo e il nespolo giapponese. Oggi la maggior parte delle nespole sul mercato sono quelle giapponesi, più morbide, dolci e pronte subito. Mentre quelle europee, ormai rare, vengono tradizionalmente lasciate maturare per alcuni mesi prima del consumo perché appena raccolte sono molto dure e acidule.

1) Leggerezza e sazietà

La tabella dei valori nutrizionali delle nespole parla chiaro: sono frutti estremamente ipocalorici. 100 grammi equivalgono a sole 30 kilocalorie. A fronte di poche calorie, sono però molto ricche di fibre, e aiutano quindi a dare un senso di sazietà. “Nespole is the new fragola” potrebbe essere il mantra della prossima estate.

2)  A-a-abbronzatissimi

Il colore arancione dovrebbe metterci sulla buona strada: infatti è la garanzia di una buona dotazione di carotenoidi. Tra le funzioni di queste sostanze c’è infatti quella di proteggere l’organismo dalla luce in eccesso, favorendo al tempo stesso l’abbronzatura. Non solo: contrastano l’invecchiamento della pelle e la rendono più elastica e morbida, riducendo il problema dell’acne. What else?

3)  Idratazione in primo piano

Durante la bella stagione il rischio disidratazione è sempre dietro l’angolo. Le nespole si rivelano un ottimo alleato: contengono infatti molta acqua, pari all’85% del loro peso. E poi, come si dice? L’acqua elimina l’acqua. Le nespole hanno proprietà diuretiche e, più in generale, favoriscono la corretta funzionalità dell’intestino e del fegato.

4) Vade retro, colesterolo

Il colesterolo, ovvero la presenza di grasso nel sangue, è un valore da tenere sotto controllo per evitare disturbi a livello cardiaco. L’alimentazione può fare la differenza e alcuni cibi svolgono un’azione benefica contribuendo ad abbassare il cosiddetto colesterolo cattivo. Inutile dire che le nespole appartengono a questa categoria di superfood. Consumatene 1-2 porzioni a settimana, il vostro cuore vi ringrazierà.

5) Portafortuna contro il malocchio

Se è vero che oggi le nespole sono un frutto dimenticato, nei secoli scorsi hanno goduto di grande reputazione. Fin dall’antichità sono state protagoniste di riti scaramantici per allontanare il malocchio e gli influssi negativi. Nella cultura contadina, la pianta era un vero e proprio portafortuna. La maggior parte delle case di campagna aveva un nespolo nel proprio giardino e, dalla loro fioritura, gli abitanti cercavano di prevedere se il raccolto sarebbe stato abbondante. Avete mai sentito vostro nonno o un anziano zio esclamare: Nespole!? È un modo, ormai desueto, per esprimere una grande meraviglia. Insomma, un tempo le nespole erano considerate un frutto davvero eccezionale. E basta scorrerne le proprietà per definirle così anche oggi.

Jessica Bordoni
Jessica Bordoni

Milanese, laureata in Lettere e Comunicazione all’Università degli Studi di Milano, giornalista professionista dal 2015. È sommelier e fa parte del Vivier du Champagne promosso dal Bureau Champagne Italia. Dal 2008 scrive per Civiltà del bere, storica rivista del vino italiano. Nel 2016 ha iniziato a collaborare anche con il quotidiano Il Giornale, occupandosi delle pagine milanesi di enogastronomia.

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