Erica Liverani, la MasterChef che riconosce le varietà di pesca a occhi chiusi

erica laverani masterchef

La sua cucina personalissima, ma al tempo stesso profondamente attaccata alla tradizione, ha convinto i giudici della quinta edizione di MasterChef Italia, che nel 2015 le hanno assegnato la vittoria del seguitissimo talent show di Sky. Il motto di Erica Liverani è “Crederci sempre” e la sua grande determinazione le sta dando ragione, visto che oggi è tra gli chef televisivi e i food influencer più seguiti d’Italia.

«Sono nata a Coventello, un paesino in provincia di Ravenna. Sono cresciuta in campagna, in una famiglia contadina da generazioni. Una famiglia di quelle molto allargate, che oggi sembra quasi non esistano più. Essendo figlia di agricoltori, frutta e verdura sono sempre stati nella mia cucina fin da bambina, arrivando in tavola direttamente dall’orto». E oggi come ti approvvigioni? «Più o meno nello stesso modo! Di norma prendo tutto dall’orto dei miei genitori, ma quando non riescono a fornirmi quello che mi serve, mi rivolgo ai produttori locali che conosco bene e so come lavorano».

 

Quali varietà ami particolarmente?

«Adoro tutto quello che è stagionale. Lo stesso frutto o ortaggio non riesco a mangiarlo fuori stagione, non mi piace acquistare prodotti che importiamo dall’estero solo per mangiarli tutto l’anno. Ad esempio le fragole le mangio in estate e non a Natale. Dobbiamo imparare a rispettare i tempi della natura e aspettare che ci dia i suoi frutti, letteralmente».

 

Pensando all’orto di famiglia?

«Coltiviamo per la maggioranza pesche e con il tempo ho imparato ormai a conoscere le varie tipologie: potrei dirti a occhi chiusi che varietà sto mangiando. Le pesche mi piacciono tantissimo anche perché sono un ricordo di infanzia. Anche se era faticoso andare a raccoglierle da bambina… in realtà finivo sempre per magiarne tante, cosa che faccio tutt’ora!».

 

Come cucini la frutta e la verdura?

«Di base le mangio crude. E, nel caso della frutta, mi piace conservarla e utilizzarla per fare delle confetture che gusto soprattutto durante l’inverno: sono un escamotage per mangiare la frutta fuori stagione quando ne ho voglia».

 

E le verdure?

«Spesso le preparo al vapore: questo tipo di cottura mi piace perché non altera molto le proprietà nutritive e il gusto dell’alimento. Capita che prepari anche delle verdure al forno, ma non le stravolgo troppo nel condimento o nella forma. Ad esempio, anche quando faccio il minestrone o la macedonia, non taglio mai la verdura o la frutta a pezzi troppo piccoli perché mi piace sentire il sapore originale degli alimenti nel piatto».

 

Anche il km zero 0 è fondamentale.

«Scelgo sempre prodotti di prossimità, non necessariamente biologici, ma quello che mi interessa di più è la stagionalità. Non faccio molto caso al prezzo, se il la qualità è alta. E poi, se si acquistano prodotti locali e di stagione, si spende decisamente di meno».

 

Nell’aprile del 2018 Erica Liverani ha aperto a Ravenna Raflò – Sapori di casa, un bistrot che gestisce con le sue sorelle e in cui può mettere in pratica la sua grande abilità ai fornelli.

«Ultimamente sto proponendo la ribollita toscana, che va letteralmente a ruba tra i clienti. Non uso il pane, quindi non si può definire una vera e propria ribollita, ma la verdura e i legumi sono quelli della ricetta tradizionale: cavolo nero, verza e fagioli».

 

E da amante della buona tavola, c’è qualche piatto green che ti ha particolarmente colpito?

«Di recente sono stata a Bologna dallo Massimiliano Poggi per una cena bellissima. Durante la serata ho assaggiato un piatto intitolato La Conserva proprio perché sopra c’era una vera e propria colata di passata di pomodoro, che mi ha subito fatto venire alla mente l’estate e il periodo in cui si preparano le conserve».

Jessica Bordoni
Jessica Bordoni

Milanese, laureata in Lettere e Comunicazione all’Università degli Studi di Milano, giornalista professionista dal 2015. È sommelier e fa parte del Vivier du Champagne promosso dal Bureau Champagne Italia. Dal 2008 scrive per Civiltà del bere, storica rivista del vino italiano. Nel 2016 ha iniziato a collaborare anche con il quotidiano Il Giornale, occupandosi delle pagine milanesi di enogastronomia.

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